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mercoledì 4 giugno 2008

Architettura plastica

Forse ispirata dalle texture smussate e polimeriche dei '70, ancora vive nei ricordi delle tende di cucina della mia casa di bambina, ho sognato di uno strano alveare nel quale dimoravano delle api un po' hippies. In fin dei conti loro sono veramente figlie dei fiori, o forse è il contrario.

Alveare Hippy--> penna biro su carta.

martedì 15 aprile 2008

Strange Mathematical Garden

Strano Matematico Giardino. Uno di quei luoghi - non luoghi che nei sogni ti pare d'afferrare così bene, quasi comprensibile, come una formula matematica astratta che improvvisamente diventa concreta, che non è più soltanto un'idea ma diventa materia o immagine di essa. I sogni spesso sono questo. Giardini assurdi per piante bizzarre e particolari in cui ogni cosa pare avere una propria sensata, precisa, geometrica collocazione.

S.M.G.--> pennarello, trattopen e penna biro su carta.

lunedì 17 marzo 2008

Gothic Revival?

Non so bene se nel sogno di questa notte il rudere che faceva capolino dagli alberi di un bosco assomigliasse allo Strawberry Hill di Horace Walpole. E nonostante si presentasse come un'accozzaglia di stili ritrovatisi per caso a far salotto, in realtà sembrava meno finto di quanto non fosse. E, lo giuro, mi ha mozzato il fiato in un sentimento misto di stupore, meraviglia e sottile angoscia. Con un leggero sottofondo di muffa.

Fantagotico--> pennarello, trattopen e penna biro su carta.

venerdì 22 febbraio 2008

Stilita per forza

Ho sognato di un uomo inchiodato ad un luogo che non sopportava e meditava, meditava, meditava. Morire di noia nella certezza di un luogo dal quale poteva vedere tutto senza poter sfiorare nulla, o gettarsi nel vuoto con la prospettiva di un bel volo farcito di adrenalina e con la speranza di sopravvivere all'impatto? Quanto pesa una certezza? E quanto speranza e prospettiva?

Magari cado--> trattopen su carta.

sabato 16 febbraio 2008

Ipervisione

Per quanto potenti i mezzi moderni possano essere, l'occhio interiore è quello che ci permette di vedere più lontano. E più in profondità.

La parabola del visionario--> pennarello e trattopen su carta.

venerdì 8 febbraio 2008

Scappo di casa

Quando ero piccola (e capricciosa come ora, forse meno), ogni tanto esaurita dall'enorme fatica che comporta essere bambini, proclamavo convinta la soluzione durante il pranzo. Generalmente tra il primo e il secondo. E convinta andavo nella mia cameretta (che invece era una camerona) e avvolgevo in un fazzoletto le cose necessariamente vitali per un cambio di casa: Un orsacchiotto di pezza e una paio di mutande. Dopodichè mi avviavo verso la porta, quasi sempre la varcavo, percorrevo l'equivalente di 15-20 passi (durante i quali evidentemente rivalutavo bene i pro e i contro di una fuga) e, immancabilmente facevo dietrofront...tornando in lacrime tra le braccia di mia mamma. Fonte: mia mamma.
......Evidentemente in questi giorni qualcosa mi sta facendo desiderare una fuga. Non mi è chiaro come mai mi immedesimi in un ratto. Si accettano suggerimenti interpretativi.


Scappo di casa--> ecoline e matita su carta.

sabato 26 gennaio 2008

E i pedoni?

Sono quelli che combattono in prima linea, i più piccoli, provano l'ebbrezza di fare due passi in uno una sola volta e non dipende nemmeno da loro...progettano la rivolta e al momento di fare un balzo per acchiappare la coda di un uccello di passaggio la scagliano....E sognano d'essere alfieri.
Chissà che significa.....

Errore di calcolo--> inchiostro su carta.

venerdì 25 gennaio 2008

Scacchiera rivoluzion-aria

Stanotte ho assistito alla rivolta degli scacchi capeggiati dai pedoni che, stufi, della solita visuale monocromatica alternata hanno deciso di partire avvalendosi del seguente piano:

a) rialzare i vari quadrati della scacchiera come fossero basi di lancio...
b) aspettare il primo uccello di passaggio e aggrapparsi alla coda...

qualcuno ce l'ha fatta....tutti tranne i pedoni...del loro destino vi parlerò....

La strategia della fuga--> inchiostro su carta.

giovedì 3 gennaio 2008

Crepe alate

Fare sogni strani e copiosi spesso appesantisce il sonno e anche il risveglio. La sveglia che suona, il buio invernale al mattino, la dannata escursione termica riemergendo dalle coperte, non sono esattamente in linea con l'atmosfera sospesa e straniante di un sogno. Certo, se si tratta di un incubo il discorso cambia, ci si rifugia nella realtà! I sogni ci parlano o siamo noi a parlare a noi stessi attraverso di loro? Sognamo assurdità perché abbiamo il disordine dentro oppure perché dentro di noi è tutto troppo ordinato? Vale la pena trovare un senso o il senso di un sogno sta nella sua indeterminatezza? Personalmente so solamente che io sogno in thecnicolor e in b/n indifferentemente.
Tempo fa sognai le crepe di un muro che si trasformavano in farfalle...


Illustrasogno --> i miei sogni tradotti in disegni, schizzi, scarabocchi....
Crepe alate--> Trattopen su carta.